Ultimo Parallelo di Filippo Tuena (2007): Così quando al termine della tappa si fermano per montare la tenda i loro movimenti sono lentissimi e fanno molta fatica a slacciarsi gli sci con le fibbie ormai ghiacciate e ricoperte di neve incrostata che devono scalzare poco alla volta con la punta delle racchette che sfuggono molto spesso alla presa a causa delle mani paralizzate e rese insensibili dal congelamento. Impiegano molto tempo a completare questa operazione perché il loro fisico è debilitato da mesi di marcia faticosa e quando il blizzard infuria rendendo annebbiati i loro pensieri diventa quasi impossibile persino il più semplice movimento.
Storia di una capinera di Giovanni Verga (1894): Giuditta non venne neanche allora. Mi teneva il broncio!... Che le ho fatto, mio Dio?.... Mi pareva di essere come quei delinquenti che tutti sfuggono e che nessuno ardisce avvicinare.... Arrossivo di quella finestra che stava lì, di faccia al mio letto, come un'inflessibile accusatrice. Quella solitudine, quell'abbandono mi facevano male; verso sera chiamai mia sorella, avevo bisogno di vederla, di essere confortata. Anche il mio caro babbo mi pareva più serio del solito. Giuditta venne infine, ma mi sembrò assai fredda. Mi gettai nelle sue braccia, e mi parve che quel pianto che mi faceva tanto bene l'irritasse.
Quaderni di Serafino Gubbio operatore di Luigi Pirandello (1925): Da due giorni ostenta innanzi a me devota e sommessa affezione per il Ferro: si stringe a lui, pende da lui, pur lasciando intendere a chi ben la osservi, ch'ella come tutti gli altri, più di tutti gli altri, sa e vede l'angustia mentale, la rozzezza delle maniere, insomma la bestialità di quest'uomo. La sa e la vede. Ma gli altri - intelligenti e garbati - lo disprezzano e lo sfuggono? Ebbene, ella lo pregia e s'attacca a lui appunto per questo; appunto perché egli non è né intelligente, né garbato. |